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CdT - 21 MAG 2019 - Convenzione Italia, quo vadis?

Convenzione Italia, quo vadis?

 

Decisione a sorpresa della FIB: nessuno potrà più giocare all’estero

 

I rapporti tra la Federazione svizzera (FSB) e la Federazione italiana bocce (FIB) sono regolati da una convenzione sottoscritta nel 2007 dagli allora presidenti Renato Bullani e Romolo Rizzoli.

In questi dodici anni la sua applicazione non ha mai conosciuto nessun particolare problema.

Un suo aggiornamento non sembra certo una priorità, tant’è che le relazioni tra i due enti sono sempre stati buoni.

Cinque giorni fa, tuttavia, giovedì 16 maggio, un comunicato della Regione Lombardia, pubblicato sui social media e poi diffusosi con sbalorditiva velocità, ha scatenato un vero putiferio. In buona sostanza il testo annuncia che, essendo stata disdetta la convenzione da parte della FIB e non essendone ancora sottoscritta una nuova, i tesserati italiani non possono più giocare nessun torneo organizzato sul territorio svizzero e nessun tesserato svizzero non può più partecipare a gare che si svolgono in Italia. Da non credere! Così, da un momento all’altro, senza nessun ragionevole preavviso, con iscrizioni già registrate e giocatori che, avendo vinto qualche girone preliminare, non possono più concludere il loro percorso. Sconcertante!

I responsabili della FSB si sono ovviamente subito attivati. Il presidente Giuseppe Cassina ha conferito con il dirigente della FIB Rosati, il braccio destro di De Santis. Niente da fare: il provvedimento unilaterale della FIB è in vigore. Fino al rinnovo della convenzione - che non sarà certamente per domani mattina - la situazione resta quella voluta inopinatamente dalla FIB estesa a tutto il territorio nazionale.

La convenzione del 2007 prevedeva pure le formalità di una possibile disdetta: lettera raccomandata e sei mesi di tempo. La lettera è giunta alla FSB a metà marzo. Non a caso: nella vicina Repubblica, l’anno sportivo parte il 1. ottobre.

L’etica sportiva e un minimo di rispetto avrebbero indotto a un contatto almeno informativo. Invece no.

La Federazione italiana ha sottoposto a quella svizzera il modello di convenzione firmata con San Marino auspicandone l’approvazione. Ma le realtà sportive di San Marino e della Svizzera sono radicalmente diverse.

La FSB, che fino a ieri, lunedì, non aveva ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale, ha comunque dato mandato a Teresina Quadranti e a Domenico Mantegazzi di preparare una bozza di nuovo testo da discutere con gli omologhi della FIB. Senza perdere tempo.

Il provvedimento interessa, tra l’altro, anche i settori giovanili di Svizzera e Italia che finora hanno collaborato al meglio.

La decisione italiana è irrispettosa delle più elementari norme: fino allo spirare del trattato, il prossimo 30 settembre, i suoi contenuti avrebbero dovuto restare immutati. Cambiarli, introducendo decisioni unilaterali, è un gesto di pura arroganza. Cose mai viste nella gestione precedente della FIB. Rizzoli, dove sei?

 


Dal CdT del 21 MAG 2019

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