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Federazione Bocciofila Ticinese

CdT - 23 LUG 2019 - Società La nuova vita della SB Pregassona

Società La nuova vita della SB Pregassona


Dalla possibile chiusura, il club luganese si è rilanciato grazie a un mix di passione, entusiasmo e amicizia Dieci minuti di pausa nel corso di un’assemblea hanno garantito le necessarie condizioni per proseguire


Trent’anni fa le Società affiliate alla Federazione Bocce Ticino – che allora si Chiamava Associazione Bocciofila Ticinese (ABT) – erano un centinaio. Oggi sono trenta. La diminuzione è costante e irreversibile. Ogni anno ci sono un paio o tre club a rischio chiusura che poi avviene quasi puntualmente. Le cause sono differenti, complesse e numerose.

Molti esercizi pubblici con annessi la corsia di gioco si sono reinventati rinunciando agli spazi ludici. Il valore dei terreni, soprattutto nelle città e nei borghi, ha sbancato ogni logica economica. I giocatori attivi diminuiscono, tali e tante sono le opportunità alternative che la società offre sempre di più.

La mancanza di sedi tradizionali e idonee ha indotto, e induce tutt’ora parecchi dirigenti, a pur dolorose e sovente inevitabili chiusure.

Capita persino che alcuni club scompaiano nonostante conti in banca con più zeri, in condizioni economiche agiate. Sono perciò le risorse umane che latitano. Per dirigere una società, anche nell’umiltà del nostro sport, è necessaria una pur modesta capacità gestionale soprattutto nel campo tecnico-sportivo, occorre un minimo di passione, una disponibilità e un piacere evidenti.

In molti casi queste condizioni basilari non si sono più verificate e le decisioni, negative, sono state vittime della tremenda mannaia della chiusura.

Tanti dirigenti non sono stati in grado di rigenerarsi e di individuare persone disposte a perpetuare la vita dei club. E il trend non sembra accusare pause di continuità. Con rare, lodevolissime eccezioni. Da alcuni mesi covavamo il proposito di dedicare un nostro servizio a una Società Bocciofila che ha deciso in controtendenza. Se non lo abbiamo ancora fatto, è perché l’attualità e la cronaca ci hanno costretto a rimandare.

È la SB Pregassona, un club glorioso dal passato ricco di vita e di successi.

Un paio di anni fa, la Pregassona si è trovata in una crisi che poteva sfociare in quella che sarebbe stata un’incresciosa chiusura. La società aveva assoluto bisogno di rinnovare la dirigenza e di iniettare forze nuove nel parco giocatori confrontata come fu con un pacchetto di simultanee partenze. Necessaria un’assemblea per decidere. E assemblea fu, con esame sereno della situazione e, nel pieno cuore dell’assise, una pausa decisiva di dieci minuti. Dieci minuti che ne hanno salvato la vita! Un paio di telefonate, qualche assicurazione verbale, insomma alcuni frenetici istanti necessari prima di tornare a respirare il salutare ossigeno.

Ed eccola ancora qui, la Pregassona. Con il nuovo presidente Giuseppe Cassina, fuori dal giro per più di tre decenni, con Emilio Tunesi, il «Cicci», nuovo vicepresidente, con Fabrizio «Bicio» Badiali disponibile a prendere per mano il club per ciò che concerne l’aspetto tecnico, con Marco Briccola, l’ex-presidente a garantirne la continuità e con Roberta, la segretaria-cassiera, presenza sempre preziosa nei momenti necessari ma restia alle luci della ribalta. Ventisette, e di bella qualità, il numero dei tesserati. Come non ricordare la medaglia di bronzo conquistata ai Campionati nazionali di terna di inizio 2018, insieme con altri risultati importanti? Tutti con una passione e uno spirito positivi. Non si spiegherebbe altrimenti la partecipazione, solo club ticinese insieme con la Cercera, al Campionato svizzero a squadre di serie B.

La Pregassona è ridiventata una realtà importante per il movimento cantonale e nazionale. Organizza tornei di prestigio: quest’anno il Campionato svizzero giovani, a Lugano a inizio giugno, e il Campionato ticinese a terne poche settimane fa. Ha un direttore di gara impegnato, mette a disposizione alcuni arbitri ufficiali e, addirittura, ha offerto alla Federazione svizzera la persona capace di assumerne la presidenza in un momento in cui la stessa Federazione aveva il fiato corto.

Il rilancio del club non passa inosservato negli ambienti del nostro sport. Esso dovrebbe essere oggetto di riflessione e di emulazione.

Ogni chiusura è dolorosa per le bocce, per lo sport e, più modestamente, per i valori della socialità. Per questa ragione il nostro giornale dedica al club luganese questo meritato spazio. Nella speranza che altri si possano affrancare e garantirsi un’ulteriore porzione di vita.


UNA SOCIETÀ GLORIOSA DALLA LUNGA TRADIZIONE


GLI ALBORI

La Società Bocciofila Pregassona è stata fondata nel mese di ottobre del 1951, ma la sua attività sportiva è cominciata sei mesi dopo, nell’aprile del 1952. Il primo presidente, chiamato a dirigere un comitato provvisorio, fu Giovanni Broggini che tuttavia nell’assemblea dell’anno successivo lasciò la carica a Luciano Casoni.

PRESIDENTE DI LUNGO CORSO

Nel 1953 fu designato presidente Bruno Volpi che restò in carica oltre un trentennio. Durante il suo mandato e considerato l’elevato numero di tesserati furono fondate due yocietà consorelle: la Boglia e la Probello. Nel 1985 gli successe Luciano Caldelari e Bruno Volpi divenne presidente d’onore. Nel 1979 la corsia del Ristorante Meridiana, sede del club sin dall’inizio, fu coperta in modalità provvisorie. Ciò permise l’organizzazione di una memorabile edizione del «Torneo della Vendemmia».

Numerose le competizioni di alto livello, Campionati svizzeri e ticinesi in primis, proposte nel corso degli anni.

Nel 2002 a Luciano Caldelari successe Francesco Lucchini.

 

LA LUCE DEL MOVIMENTO

Francesco «Kiki» Lucchini, imprenditore di successo nel settore della viticoltura, popolarissimo personaggio dentro e fuori le corsie di gioco e munifico patrocinatore di innumerevoli eventi, è ricordato come la vera e propria «luce» del club e più in generale del movimento. Nel 2007 «Kiki» Lucchini e Luciano Caldelari sono nominati predidenti onorari. Per un anno le sorti della società sono affidate a Tullio Valsecchi. Gli succdederà poi Marco Briccola.

 

INIZIA L’ERA DI CASSINA

Il rilancio della Pregassona coincide con l’ascesa alla presidenza di Giuseppe Cassina e con l’innesto di forze nuove sia nei quadri dirigenziali, sia nel parco giocatori. Oggi i soci tesserati sono ventisette. Ma sono numerosissimi i soci contribuenti.

Giuseppe Cassina rientra nel mondo delle bocce dopo un trentennio di assenza. E si propone subito di dirigere la società, insieme con i più stretti collaboratori, con «modalità rapide e decisionali». Vive da protagonista i dieci minuti che hanno permesso al club di rilanciarsi. Il segreto, ci confida, è che si tratta di un ente nel quale non esistono clan. Ma, aggiunge, anche perché è un club che ha una sua anima poiché è composto più da «un branco di lupi piuttosto che da un gregge di pecore». È qui che sta il segreto della Pregassona.

 

dal CdT del 23 LUG 2019

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